Brandon Ruffin sitting on a bank with his Leica ZM2

Reclamation

Una riflessione sul tempo e sull’intenzione con Leica ZM 2 Monochrom, di Brandon Ruffin

04/03/2026

L’arte di vivere consapevolmente

Fotografo e cineasta con base in California, Brandon Ruffin presenta Reclamation, un cortometraggio ispirato alle tematiche del tempo, della presenza e della bellezza silenziosa di ciò che percepiamo solo quando ci lasciamo coinvolgere consapevolmente. 

Girato totalmente in bianco e nero, questo film è un invito a rallentare, a lasciarsi alle spalle tutte le distrazioni e reindirizzare lo sguardo su ciò che è realmente essenziale. Ci esorta a una nuova riflessione sul presente, a riappropriarci di ciò che abbiamo dimenticato, presi nel vortice dell’iperstimolazione della vita moderna. Una poesia originale scritta da Alex Elle appositamente per il film dà voce al suo messaggio.  

“Volevo raccontare una storia che parlasse di connessione. Il progetto è nato durante le prime conversazioni con il mio socio e produttore di lunga data Xavier Cunningham. Discutevamo di come riuscire a evitare le distrazioni e soprattutto di come lo ZM 2 aiuta a schermarsi dalle interferenze della tecnologia moderna, permettendo di creare connessioni più chiare e profonde. Queste riflessioni sono diventate poi la base del mio film.”

Brandon Ruffin

Il tempo non è qualcosa da cui scappare, ma da ricordare

Reclamation racconta l’evoluzione silenziosa di una relazione di coppia interpretata dall’attore Joshua Neal e l’attrice Kristin Bell: un rapporto vissuto nella distrazione, anziché nel presente.

Il personaggio di Neal viene tuttavia piano piano riportato all’essenziale, ai momenti fondamentali che così spesso passano inosservati. Con il silenzio, la riflessione e l’incedere del tempo, egli riprende coscienza del fatto che il vero senso non sta nella fuga, ma nel ritorno. 

“Credo che nella vita dovremmo cercare persone che condividono le nostre stesse passioni, trascorrere con loro del tempo, senza distrazioni, per vivere insieme momenti significativi.”

Brandon Ruffin

Man with a Leica ZM2 watch

Nel silenzio torniamo a vedere con chiarezza

È proprio questo lo spirito che dà l’impronta al film, un racconto in bianco e nero in cui l’assenza del colore permette di spostare l’attenzione su ciò che conta davvero: luce, struttura, ombre ed emozioni. 

In stretta collaborazione con il direttore della fotografia Alex Ajayi, il team ha sviluppato un approccio visivo basato sugli obiettivi Leitz Cine Hektor, passando fluidamente dalla lunghezza focale a 18 mm alla 100 mm per adattarsi alle diverse scene. 

Insieme alle macchine da presa dedicate al cinema, per l’intera produzione è stata utilizzata anche la Leica SL3-S, rendendo più agevole il lavoro di post-produzione. Il Leica ZM 2 Monochrom al polso ha fatto da controparte silenziosa, un cronometro che misura il tempo con la stessa precisione con cui la fotocamera cattura i momenti immortalandoli per il futuro. 

Scopri la Leica SL3-S
Man wearing Leica Watch ZM 2

La forza dell’immagine in bianco e nero

Realizzato in Germania, il Leica ZM 2 Monochrom è un cronometro meccanico che si distingue per l’impeccabile fattura artigianale e l’accurato design. La cassa nera da 41 mm con rivestimento in PVD ospita un movimento a carica manuale, una corona a pressione con azzeramento dei secondi e la funzione GMT. 

Proprio come in Reclamation, questo segnatempo è l’emblema di uno stile di vita in bianco e nero, caratterizzato da semplicità e sobrietà. Nonostante la sua costruzione complessa, risulta facile da usare, senza inutili funzioni a distogliere l’attenzione dall’essenziale. Da indossare con disinvoltura, questo orologio è capace di stare facilmente al passo con il ritmo della vita quotidiana e di segnare il tempo di relazioni umane profonde. 

Scopri lo ZM 2

L’obiettivo è ridurre le distrazioni per potersi concentrare sul momento presente e sulla persona che si ha di fronte.

Brandon Ruffin

Chi è Brandon Ruffin

Residente a Oakland, in California, Brandon Ruffin (Ruff Draft) esprime la sua arte in diverse discipline. Le sue opere sono un’esplorazione dei punti di intersezione tra identità, cultura ed esperienza umana. Sfruttando le proprietà fisiche del contrasto tra luce e ombra, crea narrazioni suggestive, pensate per fungere da specchio per l’osservatore e invitarlo a riflettere sulla sua persona, su chi è e chi potrebbe essere.

Migration Patterns, il suo primo libro fotografico pubblicato nel 2025 da Setanta Books, è stato inserito dal Smithsonian Magazine tra i dieci volumi fotografici più significativi dell’anno, aprendogli la strada per una mostra personale presso la Leica Galerie di San Francisco nel 2026. Molto apprezzate sono anche le sue opere cinematografiche; il suo film Faded Requiem è stato incoronato “Best Narrative Drama” nell’ambito del San Francisco International Film Awards; il cortometraggio Strength, al quale ha partecipato come assistente alla regia, ha ricevuto lo stesso riconoscimento.”

In ambito tecnico, lavora come ricercatore nel reparto Computational Photography di Google, dove esplora i confini dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico per alimentare l’evoluzione della fotografia tradizionale. Le sue competenze hanno contribuito in misura significativa allo sviluppo di Pixel 6, 7 e 8, quest’ultimo insignito del titolo “Miglior Smartphone” ai Global Mobile Awards.

Oltre a essere un affermato creatore di community e collaboratore di Rolling Stone e The New York Times, Ruffin è socio fondatore dell’OAKSPC (Oakland Street Photography Club) e del “Cameras and Coffee Club”. Tanto per la sua attività di docente in ambito accademico quanto per i workshop che conduce per Apple e VSCO, rappresenta una figura di spicco nell’evoluzione del moderno storytelling visivo.